Palazzo Clerico: La Seconda Sede del Liceo

Palazzo Clerico

Palazzo Clerico era costruito per servire ad abitazione privata e, rapidamente, venne riadattato per rispondere alle esigenze della scuola. Nell’anno scolastico 1930/31, il numero degli iscritti non superava i 44. Nel 1932-33 si dovette aggiungere una prima sede distaccata e, nel 1933-34 una seconda sede distaccata. Nel 1934-35 le 18 classi del Liceo furono distribuite nel modo seguente: 

Palazzo Clerico 10 classi oltre gli uffici  e i gabinetti scolastici:

Casa Paludetti 3 classi; 

Casa Flaiani 5 classi

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Quindi l’Istituto rimane in Corso Vittorio Emanuele dal 1930 al 1935, in attesa della sede monumentale. Inoltre molti allievi, non residenti a Pescara, trovarono alloggio al Collegio Adriatico, a ridosso del fiume, edificio ristrutturato di recente e attuale sede della redazione del Messaggero. Oggi Palazzo Clerico, in corso Vittorio Emanuele II 229, si trova in totale stato di abbandono. Da varie fonti, interessante quella fornita dalla studiosa Lucia Gorgoni Lanzetta in Abruzzo Contemporaneo, i primi professori del riconosciuto Liceo Classico per Regio Decreto provennero da località vicine- Lanciano, Paglieta, Spoltore, Campobasso, Ascoli-tutti attratti da una sede appetibile per vivacità e posizione logistica rispetto alle vie di comunicazione. Riportiamo questo interessante passo ” E’ probabile che, nelle graduatorie dei trasferimenti, si tenesse conto anche dell’iscrizione al partito, quale elemento di “merito” e certezza in una proficua collaborazione.

Il primo preside: Gino Cappelletti

Il primo preside, Gino Cappelletti, proveniva da Campobasso e aveva già ricoperto la carica di responsabile dell’ufficio cultura dell’O.N.B. A cinque anni dalla cerimonia d’insediamento, il 28 ottobre 1936, in una missiva al prefetto del capoluogo egli sottolineava la coincidenza con l’anniversario della ” marcia su Roma” e l’intitolazione dell’Istituto a Gabriele D’Annunzio, uno dei protagonisti della vita nazionale che più rappresentaval’ideale fascista”. […] Nel 1932 il prefetto fornì informazioni, nelle quali si considerava come nelle scuole di Cappelletti tutti i docenti risultavano tesserati, in primo luogo gli insegnanti delle materie letterario-storiche, che erano in numero prevalente e  risultavano particolarmente adatti a curare la penetrazione ideologica del regime in un ordine di studi in cui i settori scientifico e linguistico risultavano minoritari.

I condizionamenti passavano anche attraverso le circolari interne, che sollecitavano i professori a celebrare le ricorrenze patriottiche e ad illustrare i significati politici delle varie cerimonie del regime ( 28 ottobre, 4 novembre, 23 marzi, 21 aprile).  A queste si aggiunsero, nella seconda metà degli anni Trenta, le vicende relative all’espansione in africa Orientale e l’accordo con la Germania, accordo malvisto dalla generazione che aveva combattuto nella guerra del ’15-’18.