Dal 1933 al 1936 l’architetto Vincenzo Pilotti della R. Università di Pisa realizzò diversi edifici ispirati al regime fascista: il Palazzo del Comune, quello della Provincia ( di Governo) e, soprattutto in contemporanea la sede definitiva del Regio Liceo Classico (1934-1935) su Via Vittorio Veneto, oggi Via Venezia. L’edificio, visto dall’alto, ha una forma che assume i contorni della lettera ” M” ( Mussolini). Inoltre, il Liceo porta il nome del famoso poeta abruzzese Gabriele D’Annunzio: mai venne intitolata una scuola ad un poeta ancora in vita, segno dell’amore reciproco tra il Poeta e la sua Pescara. Dopo la fine della monarchia e l’instaurazione della Repubblica la lettera ” R” ( Regio) venne tolta, inoltre all’inizio vi erano due grandi statue ad entrambi i lati dell’ingresso del Liceo. Esse vennero, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, poste sopra l’ingresso del Palazzo della Provincia ( al posto della parola DUCE).
Riportiamo le parole del Preside prof Gino Cappelletti sulla storia dell’edificio. ” E’ un edificio superbo, la cui costruzione dimostra con quanto interesse e con quanto sacrificio Pescara, pur assillata da tanti e tanto gravi problemi cittadini, venga incontro alle esigenze del suo sviluppo culturale, che procede di apri passo col suo incremento economico.
L’ingresso principale è costituito da un ampio porticato di forma semicircolare, avente un terrazzo superiore al quale si accede dal gabinetto del Preside. Dall’ingresso principale si passa in un ampio vestibolo dal quale partono due scale, l’una a destra e l’altra a sinistra per l’accesso ai piani superiori. Nel vestibolo troverà posto il Sacrario per onorare le medaglie d’oro d’Abruzzo.
L’edificio ha belle aule, ampi e comodi gabinetti scientifici, palestra coperta e scoperta, Aula Magna maestosa. L’Aula Magna e la presidenza, oltre a contenere i busti del Re e del Duce, saranno decorate artisticamente con motivi ispirati alla più recente storia Abruzzese o all’opera e all’arte di Gabriele d’Annunzio.
Di fronte alla biblioteca dei professori, che avrà degna sistemazione nel 2° piano, si aprirà un’ampia terrazza, donde lo sguardo potrà spaziare su tutto il panorama abruzzese, dalla montagna al mare. Un osservatorio metereologico all’ultimo piano fornirà utile materia di studio ai giovani liceali e colmerà una lacuna cittadina”
Purtroppo, l’osservatorio non sarà mai realizzato, mentre si abbellirà il Liceo con l’orto botanico con fontana, adiacente l’edificio. In origine l’orto era costituito da piante esotiche e curato dal prof. Alfredo Polsoni e fino all’ottobre del 1942 coloro che conseguivano i voti più alti al termine della quinta ginnasiale, si facevano fotografare con la pergamena in quel sito.
Proseguiamo con la descrizione dell’edificio scritta dal preside Cappelletti: “La veste esterna è costituita da una sobria architettura, rispondente a quel concetto di euritmia che è la caratteristica essenziale dell’architettura italiana. E’ un unico tipo architettonico, che gira tutt’intorno sui diversi prospetti per tutta l’altezza dell’edificio.
Il materiale da costruzione è quello che si riscontra in altri edifici del genere della regione. La zoccolatura esterna dell’edificio ha un rivestimento con lastre di pietra di travertino di Ascoli Piceno, che corre per tutto il perimetro del fabbricato, oltre la scala esterna,i pilastri del portico, il terrazzo ed alcuni motivi decorativi pure in pietra di Ascoli. La scala interna è di marmo bianco di Carrara con semplice ringhiera di ferro.
Tutta la decorazione interna, specie nel vestibolo, nell’Aula Magna e negli ambienti del Preside, biblioteca e sale diverse + sobria ed austera, come si addice all’ambiente scolastico: nulla è concesso alla retorica della inutile decorazione.
La costruzione è affidata dal Comune alla importante Impresa Campanella e Caputo di Napoli; la spesa complessiva dell’edificio si aggira intorno ai due milioni e mezzo.”
Le notizie sui primi anni dell’Istituto sono state riprese dall’opuscolo Il R. Liceo-Ginnasio ” Gabriele D’Annunzio” di Pescara nel suo primo quinquennio di vita (1930-1935) del prof. Gino Cappelletti, che nel giugno 1935 ancora attendeva all’inaugurazione della scuola da lui sperata, e non avvenuta, nel settembre 1934. Nell’ Agosto 1935 il Preside Cappelletti, a seguito del trasferimento alla Presidenza del R. Liceo Alfieri di Torino, affidò il Liceo G. D’Annunzio al prof. Giacomo Franchi, compagno di studi ed ideali.