La biblioteca

La biblioteca

In origine la biblioteca del Liceo Classico, sita presso Palazzo Clerico, aveva in tutto 250 volumi. La docente di Lettere Olga Pipitone, nell’opuscolo curato da G. Cappelletti Il Regio Liceo ginnasio ” G. D’Annunzio nel suo primo quinquennio” ( 1935), dichiarava che “parlare di biblioteca fosse improprio poichè si trattava di un paio di armadi situati nella sua classe. Tuttavia, aiutata dai suoi alunni fece le prime registrazioni, catalogazioni e timbrature dei libri a disposizione; dall’anno scolastico 1932/1933 gli armadi aumentarono fino ad essere posti in una stanza apposita e si contarono 950 volumi che, nell’anno scolastico successivo divennero 1135″. Si arrivò dunque a cinque armadi: l’armadio A e B erano indirizzati per il ginnasio inferiore; l’armadio C e D era rivolto per il ginnasio superiore e per il Liceo; il quinto armadio ( E) conteneva libri scolastici di italiano, di latino, greco, storia e geografia. 

Nella sede definitiva di Via Venezia la biblioteca era divisa in due sale: quella dedicata agli alunni che già nel 1935 arrivò a 1350 libri da prendere a prestito e l’altra al secondo piano per i docenti

La biblioteca per i ragazzi si articolava in tre sezioni e proponeva per il ginnasio inferiore testi tradizionali come Collodi, Salgari, Verne, De Amicis ecc; al ginnasio superiore vi erano libri più impegnativi, i cui autori erano Fogazzaro, Deledda, Borgese. Seguiva poi uno scaffale a parte con i libri dedicati alla rivoluzione fascista: ossia scritti e discorsi di Mussolini in varie edizioni, i ” Quaderni di propaganda nazionalista per i giovani e per il popolo”, scritti di Turati e altro ancora.  I volumi di letteratura straniera, soprattutto di letteratura francese non erano numerosi.

La biblioteca dei professori, invece, al secondo piano – poi in seguito riunita in un’unica sala- con i suoi numerosi volumi, contribuiva all’indottrinamento scolastico e forniva ai ragazzi la possibilità di commentare in classe i brani scelti e indurli a pensare  “romanamente” e rivivere le grandi gesta. Originariamente oltre ai testi di letteratura latina e greca, con rarità bibliografiche di fine Ottocento, vi era la famosa Biblioteca di cultura classica edita da Giuseppe Carabba, che si era avvalsa dell’opera di G. De Sanctis e G. Pasquali; la collana storico-filosofica Pensatori d’oggi, diretta da Valentino Piccoli, che ancora oggi occupa un intero scaffale. Vi erano libri di orientamento politico come la Storia della rivoluzione fascista di Chiurco, tutte le opere di G. Gentile, i saggi di Paribeni  quale L’optimus princeps L’idea universale di Romadi Romolo Mirri, la Storia di Roma di Ettore Pais. 

Numerose le riviste culturali: Civiltà fascista, Biblioteca fascista, Critica fascista. 

 
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